Giacomo_raffaelli,_micromosaico_di_passerotto,_roma_1790-95_caIl mosaico minuto o micromosaico nacque a Roma nella seconda metà del ‘700, e il periodo di maggiore produzione di questo tipo di artigianato artistico è quello che va dalla fine di tale secolo a tutto l’800.

Nella seconda metà del ‘500 era partito il grande progetto di decorare a mosaico le volte di S.Pietro e di tradurre a mosaico opere pittoriche della stessa basilica, utilizzando materiali vetrosi, detti anche smalti, di vario colore. Questi ultimi erano prodotti a Venezia, ma presto si cominciò a prepararli anche a Roma. In tale contesto, si iniziò a produrre, anche all’interno dello Studio Vaticano del Mosaico, il micromosaico fatto con tessere di piccole dimensioni.

Il vetro usato veniva filato in sottili bacchette da cui venivano ricavate le minuscole tessere. Il supporto su cui veniva composto il micromosaico poteva essere di metallo, quale una lamina di rame con bordi rialzati, o una lastrina di pietra con un incavo o di altro tipo, in cui venivano assemblate le piccole tessere fissandole con un opportuno legante. Le stesse opere avevano dimensioni ridotte, eseguite con grande precisione e rifinite con altrettanta cura e potevano essere inserite, ad esempio, su manufatti quali tavolini con piano di marmo, tabacchiere, fermacarte, ecc., o addirittura costituivano spille e gioielli, quando venivano applicati in oreficeria.

(Tratto da Micromosaico: storia, tecnica, arte del mosaico minuto romano, di Chiara Bertaccini e Cesare Fiori, Edizioni del Girasole 2009)

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