A via Muzio Clementi 68B in Prati rivive l’antica arte orafa e l’essenza della bottega rinascimentale
La maison, conosciuta a livello internazionale per l’utilizzo della tecnica del mosaico minuto romano, inaugura il nuovo flagship store.

Trasmettere un messaggio spirituale attraverso un gioiello, da indossare come un totem per comunicare agli altri il proprio essere. Più che una scelta aziendale, è una vera a propria filosofia di vita quella portata avanti da Le Sibille, maison orafa romana che dopo ventisette anni di ricerca e di successi apre il suo nuovo atelier in Prati (via Muzio Clementi 68B) con l’obiettivo di proporre al pubblico un luogo dove sperimentare antichi mestieri per trasmutarli in oggetti d’arte. Anime del marchio e di questo spazio, Camilla Bronzini, Francesca Neri Serneri e Antonella Perugini: una squadra tutta al femminile, riconosciuta a livello internazionale per aver riportato in auge la lavorazione del mosaico minuto romano a misura di gioiello, che piace tanto in Giappone, Russia, America e Paesi Arabi, ma anche in Cina e Indonesia. E se la peculiarità delle loro creazioni, apprezzate in tutto il mondo, deriva in primis dall’utilizzo di questa tecnica che era di stretto appannaggio della Città del Vaticano fino alla metà del Settecento e ora quasi estinta, non è da meno la loro continua capacità di innovarsi ma soprattutto la voglia di aprirsi a nuove collaborazioni in rosa e di spingersi anche all’utilizzo di materiali ‘low cost’ e di uso comune.
Ricreare lo spirito e l’essenza della bottega rinascimentale e trasformare in ‘materia’ il profondo amore per l’arte orafa, dando vita a manufatti unici, ispirati al passato e dal design contemporaneo: è questo il tratto distintivo de Le Sibille, che spesso impiegano anche 60 giorni di lavorazione per dare vita a un gioiello totalmente home made (dalla filatura della pasta vitrea al taglio, dalla preparazione dell’oro all’incastonatura), con una profonda minuzia di particolari e una grande manualità e ricercatezza. Per i loro lavori, Camilla Bronzini, Francesca Neri Serneri e Antonella Perugini si ispirano infatti alle culture e alle architetture di tutto il pianeta, ma anche all’arte greca, romana, paleocristiana, bizantina, rinascimentale e barocca, con un occhio attento verso le influenze orientali e islamiche. Sono racchiusi in un anello, ad esempio, il Mausoleo di Galla Placidia (Ravenna) e il putto da un quadro di Raffaello, ma tra i protagonisti delle riproduzioni ci sono anche i particolari di un affresco della Casa del bracciale d’oro a Pompei, le cupole di moschee e i mandala (rappresentazione simbolica del cosmo per la religione buddista e induista).
“Il nostro intento – spiega Francesca Neri Serneri – è rieducare il pubblico finale al consumo del gioiello, per trasferire quei significati che l’oggetto stesso, al pari di un opera d’arte, può comunicare oltre la materia. Il vero lusso per noi è riuscire a fare entrare il cliente in sintonia con le nostre creazioni, che diventano il simbolo con cui presentarsi al mondo. Creiamo oggetti preziosi, infatti, che vanno intesi tali per l’anima e quindi per coloro che hanno la sensibilità di cogliere i messaggi trasversali contenuti in un opera d’arte, che si tratti di un gioiello, di un quadro o di un vino”.
Principio che si ritrova in tutte le collezioni firmate Le Sibille: dalla prima e più celebre linea Il Micromosaico (oro 18kt con utilizzo di pietre preziose, semipreziose, dure, perle e mosaico minuto romano) a I Giganti, dove trionfano le pietre colorate (oro 18kt, pietre preziose, semipreziose senza il micromosaico); da Lilliput, più commerciale e giovanile, a Lumina, con micromosaico più grande e semplificato (bronzo e argento 925), fino alla new entry caratterizzata da bijoux arricchiti con sete e lane cotte. Una serie limitata, quest’ultima, creata ‘intrappolando’ fiori e foglie con tinture provenienti dalla clorofilla e con reagenti naturali e utilizzando lana merinos extrafine e seta purissima. Il tutto mixato con argento e pietre per dare spazio agli elementi naturali, in modo creativo, ecosostenibile e biocompatibile.
“Che siano realizzati con l’oro, a cui Le Sibille associano un potere spirituale, o con pietre preziose e non, scelte per la loro valenza terapeutica, quella de Le Sibille- dice Antonella Perugini – è una case history di eccellenza artigianale made in Italy che sarà possibile toccare con mano nel nostro nuovo atelier”.
“Un rinnovato punto vendita – spiega Camilla Bronzini – ma soprattutto uno spazio officina che vogliamo trasformare in una sorta di ‘foro’, dove raccontare l’antica arte orafa e, allo stesso tempo, un laboratorio in stile rinascimentale dove far apprendere tecniche e curiosità su questo affascinante mondo, attraverso corsi dedicati al disegno, alla lavorazione dell’oro, alla fusione a cera persa (antica tecnica scultorea) e alle tecniche per lavorare il mosaico (dal tagliato al filato) che sono in cantiere”.

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